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L'escursionismo - ovvero il camminare in montagna, in collina, ma anche in pianura, è uno sport per tutti, dai bambini di pochi anni fino alla terza età.
Basta scegliere e modulare i percorsi sulla base delle proprie capacità fisiche e psichiche, con una premessa fondamentale: la soddisfazione di una gita non si misura con le ore di cammino o con la quota raggiunta.
Ognuno deve seguire senza forzature le proprie inclinazioni ed esigenze, cercando le proprie soddisfazioni, uniche e irripetibili: il tramonto, il prato in fiore, l'albero secolare, il sommesso rumoreggiare del torrente, il fragoroso ruggire della cascata, la baita, passare la notte in un rifugio, avvicinarsi agli animali selvatici e fotografarli, il grandioso panorama di una vetta o la frescura un po' cupa di una foresta, l'ultima neve di primavera.
Tuttavia, come ogni attività umana, l'andar per monti non è esente da rischi, a volte lievi, altre volte ben più seri, sempre in dipendenza del percorso scelto. Una mulattiera in collina è ovviamente qualcosa di molto diverso da un esile sentiero a tremila metri di quota.
In ogni caso, occorre sempre muoversi con criterio, prudenza e buon senso, rispettando regole e precauzioni molte volte semplici e intuitive.
Chi partecipa ad eventi escursionistici deve:
• possedere una preparazione psicofisica idonea valutando attentamente il grado di difficoltà dell'itinerario;
• indossare un abbigliamento adeguato: scarponcini da trekking, mantella per la pioggia, maglione o pile, giacca a vento, vestiti di ricambio, ecc.;
• dotarsi di un equipaggiamento funzionale : zaino, borraccia, cuffia/berretto, guanti, bastoncini, creme solari, farmaci, oltre che ai viveri, ecc.;
• seguire il percorso stabilito senza allontanarsi dal gruppo;
• gestire i propri rifiuti fino agli appositi cassonetti affinché l'ambiente venga lasciato senza tracce, così come lo si vorrebbe trovare, oltre a non raccogliere fiori, piante o erbe protette;
• rispettare l'orario di partenza e il programma stabilito, adeguandosi alle eventuali variazioni apportate dal Coordinatore. I partecipanti a eventi escursionistici devono essere consapevoli che il Coordinatore dell'iniziativa escursionistica non è di norma una guida professionista ma un accompagnatore volontario; tuttavia sono tenuti ad essere solidali con le sue decisioni, soprattutto nel caso in cui dovessero sorgere difficoltà e a collaborare con lui per la buona riuscita dell'iniziativa.
Le difficoltà dell'impegno richiesto dagli itinerari escursionistici sono rappresentate da quattro sigle secondo la scala CAI: questa classificazione definisce chiaramente il limite tra difficoltà escursionistiche e alpinistiche.
EEA Escursionismo per esperti attrezzati
Itinerari su stradine, mulattiere o larghi sentieri, con percorsi non lunghi, ben evidenti e che non pongono incertezze o problemi di orientamento. Si svolgono di solito sotto i 2000 metri . Richiedono una certa conoscenza dell'ambiente montano e una preparazione fisica alla camminata.
Itinerari che si svolgono su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce su terreno vario (pascoli, pietraie, detriti), di solito con segnalazioni. Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppano a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Possono svolgersi su pendii ripidi, dove tuttavia i tratti esposti sono in genere protetti o assicurati. Possono avere singoli passaggi o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi né impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (cavi, scalette, pioli) senza l'uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, ecc.). Richiedono un certo senso d'orientamento, una sufficiente conoscenza ed esperienza di ambiente alpino, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati.
Itinerari generalmente segnalati ma che richiedono capacità di muoversi su terreni particolari. Sentieri o tracce su terreni impervi e infidi (pendii ripidi, scivolosi di erba, misti di rocce ed erba, roccia, detriti). Terreno vario, a quote relativamente elevate (pietraie, brevi nevai non ripidi, pendii aperti senza punti di riferimento, ecc.). Tratti rocciosi, con lievi difficoltà tecniche (percorsi attrezzati, vie ferrate fra quelle di minor impegno). Restano esclusi i percorsi su ghiacciai, anche se pianeggianti e/o all'apparenza senza crepacci. Necessitano di esperienza di montagna in generale e buona conoscenza dell'ambiente alpino, passo sicuro e assenza di vertigini, equipaggiamento, attrezzatura e preparazione fisica adeguati. Per i percorsi attrezzati è inoltre necessario conoscere l'uso dei dispositivi di autoassicurazione (moschettoni, dissipatore, imbrago, ecc.).
Si tratta di percorsi attrezzati o vie ferrate. Si usa questa sigla al fine di avvertire l'escursionista che l'itinerario richiede l'uso dei dispositivi di autoassicurazione.