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Acqua e rifiuti: è necessario un risveglio che parta dai territori e dagli enti locali.

Negli ultimi giorni è sempre più acceso il dibattito sulla gestione di acqua e rifiuti e sul ruolo della multiutility Iren.

* Finalmente aggiungiamo, dal momento che fino a pochi mesi fa si contavano sulle dita di una mano «le voci fuori dal coro» che hanno denunziato il pericolo reale della privatizzazione di beni e servizi primari per quanto riguarda energia acqua e rifiuti: la lontananza dai cittadini e dai territori, la mancanza di trasparenza nelle decisioni ed il ruolo sempre più marginale degli enti locali ed in particolare del comune di Piacenza.

E´ del 2 luglio scorso lo sciopero dei lavoratori del settore ambiente di Iren, che protestano nei confronti delle politiche aziendali e sulle carenze della filiera del riciclo, indetto per riportare l´attenzione su quanto sta accadendo in Iren, dove i vertici «sembrano concentrati solo su operazioni finanziarie, dimenticandosi che si tratta di una multiutility che deve innanzitutto erogare servizi ai cittadini».

Il problema emergente è proprio la sempre maggiore finanziarizzazione dei servizi pubblici locali, per cui sentiamo parlare sempre meno di qualità del lavoro e dei servizi e sempre più di finanza, di dividendi e di utili.

Complice la crisi economica che attanaglia anche gli enti locali, le preoccupazioni maggiori sembrano essere i dividendi garantiti dalle partecipate come Iren, oppure le ipotesi di fare cassa svendendo quote azionarie, privatizzando ulteriormente servizi fondamentali per i cittadini, ipotesi suggerita da Foti (Pdl) e guardata con interesse dal PD in modo assolutamente trasversale.

Ed è di qualche giorno fa la sorprendente dichiarazione sulla gestione folle di Iren rilasciata dal piacentino Elefanti, che insieme all´ex-sindaco Reggi e all´ex-assessore Fellegara ha seguito, sostenuto e spinto le operazioni di fusione che hanno portato a Enìa ed in seguito ad Iren, e che certamente preme per una ulteriore privatizzazione, senza dimenticare il recentissimo passaggio dell´ex assessore Fellegara al collegio dei sindaci di Iren, a dimostrazione di un legame non sempre virtuoso tra politica e multiutility, sul quale è più che mai necessario interrogarsi.

In tutto questo dibattito molti sembrano ancora dimenticare che un anno fa c´è stato un referendum, in occasione del quale i cittadini hanno votato con il primo quesito contro la privatizzazione dell´acqua e di tutti i servizi pubblici locali, e con il secondo quesito contro i profitti sulla gestione dell´acqua.

Ciò nonostante si continua a parlare di mega-multiutility, accorpamenti, fusioni, in assoluta controtendenza rispetto a quanto chiedono i cittadini: servizi locali funzionanti, ascolto delle necessità del territorio, trasparenza, gestione a scala comunale e provinciale, meno «partitocrazia» più partecipazione.

Come realtà civica vicino a cittadini ed alla «politica» a servizio dei bisogni reali del territorio, chiediamo che il dibattito sia riportato fortemente in seno al Consiglio Comunale, alla cittadinanza e alle parti sociali. Occorre uno scatto di sano orgoglio, una ripresa di democrazia che parta proprio da coloro che sono stati eletti dai cittadini , viste le recentissime elezioni, e che da troppi anni sono esautorati, come rappresentanti dei cittadini, nel più completo silenzio, del ruolo di indirizzo, verifica e controllo sulle scelte in materia di servizi essenziali per la comunità.

E´ necessario un risveglio che parta dai territori e dagli enti locali, facendo pressione se necessario su istituzioni regionali e nazionali, anche per opporsi agli assurdi vincoli del patto di stabilità, che a partire dal gennaio 2013 strangolerà ancora di più gli enti locali.

Occorre ripensare in particolare alla gestione di acqua e rifiuti, visto che l´affidamento a Iren scaduto lo scorso dicembre ed il momento è il più opportuno per studiare una ripubblicizzazione e riorganizzazione di questi servizi, per loro natura fortemente legati al territorio.

Vista anche la recente riforma degli ATO che ha portato ad ATERSIR (purtroppo l´ennesima centralizzazione, analogamente a quanto si sta cercando di fare con il 118) è il momento migliore per avviare un dibattito ampio, serio e approfondito che coinvolga il Consiglio Comunale, i cittadini e tutte le parti sociali.

La politica, quella vera, torni ad occuparsi della gestione della Res Pubblica e soprattutto ritorni il Buon Senso, quello che i vari passaggi da Tesa, Newco, Enìa, Iren, con le quotazioni in borsa e le ipotesi di costituire un´unica enorme multiutility del Nord Italia, hanno totalmente «dimenticato».

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